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“… Nella cultura del popolo Samburu, si crede che un bambino con disabilità sia di cattivo presagio o sia una maledizione per la famiglia. E così vengono trascurati o abbandonati. Alcuni di loro non sono autosufficienti e hanno bisogno di aiuto per nutrirsi, vestirsi, muoversi.
“I bambini che serviamo”: è l’espressione che suor Jane usa con naturalezza, ma che ci mostra la grandezza di queste suore al servizio di bambini abbandonati.
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Nei miei viaggi all’Ospedale di Nyahururu ho incontrato Suor Jane che accoglie nel suo “ausilium“ ogni forma di sofferenza umana, rappresentata dalle malattie più devastanti come l’AIDS, alle privazioni più essenziali, come la fame e la solitudine dei bambini abbandonati a sé stessi per le strade.
Una cruda realtà, che ti penetra nell’animo e che non ti abbandona.
Ma alla miseria e alla disperazione non c’è mai fine.
Non manca l’abominevole violenza domestica che ha portato una ragazzina adolescente a subire la violenza paterna e a portare in grembo un figlio, che avrebbe voluto in altre desiderate realtà. Bambino che ha accettato e che porterà in grembo e darà alla luce.
Anche per lei braccia aperte da suor Jane. Anche per lei suor Jane chiede aiuto.
La nostra vicinanza non mancherà. Aiutaci anche tu, aiuta queste adolescenti ad avere una speranza di futuro.
Francesco Meduri -
Commuove leggere il ringraziamento di suor Jane dal Kenya, e ci fa sentire piccoli di fronte alla grandezza dei missionari e missionarie che dedicano la loro vita per aiutare chi è nel bisogno.
Il nostro modesto aiuto è stato molto più importante di quanto potessimo pensare, perché nelle situazioni dove tutto manca, anche un piccolo segno può essere determinante per salvare vite.
“Caro Presidente, ringraziamo te e l’intero gruppo per il supporto che abbiamo ricevuto. …Abbiamo comprato anche il latte per i nostri tre piccoli… Ci hai dato il coraggio di salvare la vita dei bambini abbandonati…” scrive suor Jane.
La risposta non poteva che riflettere la mission della nostra associazione: “…è davvero una gioia per noi essere di aiuto …Come diceva Madre Teresa: “La gioia è preghiera; la gioia è forza; la gioia è amore. E più dona chi dona con gioia. Sergio”.
Il grazie che abbiamo ricevuto è uno stimolo per un maggior impegno. Anche il tuo aiuto può essere determinante.
Mosè Pagnin -
“Abbiamo accolto tre nuovi bambini abbandonati”, ci scrive il 4 maggio suor Jane dal Kenya. E oggi 12 maggio: “avevamo bisogno di cibo e abbiamo comperato mais e fagioli”.
Nuove situazioni, difficoltà quotidiane da affrontare, in un contesto che ci fa comprendere quanto sia il bisogno e quanto poco noi facciamo per aiutarli. Bambini abbandonati o in grave stato di malnutrizione accolti in questa struttura che per nutrirli lotta ogni giorno e spera nella provvidenza.
Abbiamo dato il nostro aiuto, ma è sempre poca cosa.
Dobbiamo continuare a sostenerli, dobbiamo fare di più. Aiutaci anche tu.
Mosè Pagnin
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