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“… Nella cultura del popolo Samburu, si crede che un bambino con disabilità sia di cattivo presagio o sia una maledizione per la famiglia. E così vengono trascurati o abbandonati. Alcuni di loro non sono autosufficienti e hanno bisogno di aiuto per nutrirsi, vestirsi, muoversi.
“I bambini che serviamo”: è l’espressione che suor Jane usa con naturalezza, ma che ci mostra la grandezza di queste suore al servizio di bambini abbandonati.
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“Sono Sr. Nadia della comunità missionaria di Ndithini, Kenya, e desidero partecipare all’inaugurazione del memoriale a Dario, uomo caritatevole che ha sentito la chiamata missionaria. Era una persona buona che intravedeva i problemi di noi missionari ed era pronto a chiedere aiuto per poi mettere nella nostra bisaccia il suo raccolto.
Quando l’ho conosciuto, agli inizi della mia missione e vivevo in una povertà estrema, lui ha risposto aiutandoci a costruire un dormitorio e a comprare il cibo per i bimbi orfani e ammalati di AIDS che bussavano alla nostra porta.
In lui ho trovato un uomo che dava tutto per innalzare dalla povertà il povero e l’abbandonato.
Avrei desiderato essere presente all’inaugurazione in sua memoria, ma trovandomi in Kenya non potrò essere alla festa, ma a Dario devo dire: “ Un grande grazie”. Lui ha ascoltato il mio grido di sofferenza, mi ha asciugato le lacrime quando non sapevo a chi rivolgermi e mi ha donato tanta speranza.”
Spero che la sua associazione continui sulle sue orme.
Grazie presidente di questa memoria in onore al grande uomo che ha combattuto per portare avanti l’associazione di fraternità.
Con affetto e stima,
Sr Nadia Monetti – Ndithini 8-04-2024 ”
—————————————Un toccante ricordo di Dario, un ricordo che viene dal cuore e che ci coinvolge e ci fa riflettere. Ascoltare il “grido di sofferenza” è una grande missione che dobbiamo tutti sentire e vivere.
Mosè PagninInaugurazione memoriale SABATO 4 MAGGIO ORE 11
Area verde Via Vecellio- CadonegheTags: dario, kenya, monumento, mremoriale, Sr. Nadia
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Nei miei viaggi all’Ospedale di Nyahururu ho incontrato Suor Jane che accoglie nel suo “ausilium“ ogni forma di sofferenza umana, rappresentata dalle malattie più devastanti come l’AIDS, alle privazioni più essenziali, come la fame e la solitudine dei bambini abbandonati a sé stessi per le strade.
Una cruda realtà, che ti penetra nell’animo e che non ti abbandona.
Ma alla miseria e alla disperazione non c’è mai fine.
Non manca l’abominevole violenza domestica che ha portato una ragazzina adolescente a subire la violenza paterna e a portare in grembo un figlio, che avrebbe voluto in altre desiderate realtà. Bambino che ha accettato e che porterà in grembo e darà alla luce.
Anche per lei braccia aperte da suor Jane. Anche per lei suor Jane chiede aiuto.
La nostra vicinanza non mancherà. Aiutaci anche tu, aiuta queste adolescenti ad avere una speranza di futuro.
Francesco Meduri -
Commuove leggere il ringraziamento di suor Jane dal Kenya, e ci fa sentire piccoli di fronte alla grandezza dei missionari e missionarie che dedicano la loro vita per aiutare chi è nel bisogno.
Il nostro modesto aiuto è stato molto più importante di quanto potessimo pensare, perché nelle situazioni dove tutto manca, anche un piccolo segno può essere determinante per salvare vite.
“Caro Presidente, ringraziamo te e l’intero gruppo per il supporto che abbiamo ricevuto. …Abbiamo comprato anche il latte per i nostri tre piccoli… Ci hai dato il coraggio di salvare la vita dei bambini abbandonati…” scrive suor Jane.
La risposta non poteva che riflettere la mission della nostra associazione: “…è davvero una gioia per noi essere di aiuto …Come diceva Madre Teresa: “La gioia è preghiera; la gioia è forza; la gioia è amore. E più dona chi dona con gioia. Sergio”.
Il grazie che abbiamo ricevuto è uno stimolo per un maggior impegno. Anche il tuo aiuto può essere determinante.
Mosè Pagnin -
“Abbiamo accolto tre nuovi bambini abbandonati”, ci scrive il 4 maggio suor Jane dal Kenya. E oggi 12 maggio: “avevamo bisogno di cibo e abbiamo comperato mais e fagioli”.
Nuove situazioni, difficoltà quotidiane da affrontare, in un contesto che ci fa comprendere quanto sia il bisogno e quanto poco noi facciamo per aiutarli. Bambini abbandonati o in grave stato di malnutrizione accolti in questa struttura che per nutrirli lotta ogni giorno e spera nella provvidenza.
Abbiamo dato il nostro aiuto, ma è sempre poca cosa.
Dobbiamo continuare a sostenerli, dobbiamo fare di più. Aiutaci anche tu.
Mosè Pagnin -
“Il vostro aiuto è arrivato quando ero in un momento di grande disperazione perché non avevo cibo da dare a questi bambini”: questo il grido di dolore di Suor Jane, in Kenya, nella sua mail del 9 febbraio.
Un grido che proviene da un orfanatrofio dove vengono assistiti bambini afflitti da malnutrizione, o che provengono da situazioni di abbandono, di totale povertà, molti dei quali hanno HIV/AIDS.
Una situazione toccata con mano dal dott. Francesco Meduri nei suoi viaggi a Nyahururu.
Un grazie “Non dimenticheremo il vostro aiuto per aver salvato questi bambini da una grave indigenza”, che ci fa sentire piccoli di fronte a situazioni drammatiche che vede coinvolti tanti piccoli innocenti.
Bambini sfortunati che chiedono il tuo aiuto.
Mosè PagninTags: kenya, Meduri, Orfanatrofio, Sr. Jane
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“Ammiriamo il vostro impegno che da anni ci accompagna e preghiamo perché continui. La preghiamo di esprimere ai soci il nostro grazie, “nostro” perché quanti lavorano in Ospedale sanno quello che fate”, riporta nel suo recente messaggio di auguri mons. Luigi Paiaro, vescovo.
Affrontare e soddisfare le esigenze di un Ospedale in questo difficile momento in cui il mondo è reso più fragile e incerto per la pandemia, è un lavoro di grande proporzioni per la nostra piccola associazione.
“Non è mai cessato il nostro impegno a sostenere l’Ospedale, – riferisce il presidente Sergio Mirandola – in particolare, ultimamente mi sono interessato per l’approvvigionamento e l’invio di 3 concentratori di ossigeno necessari per combattere il COVID e per l’uso in sala operatoria, di 20 letti ospedalieri e di 4 poltrone a doppio posto, materiale ora in partenza.”I report che ci giungono dal direttore dell’Ospedale sono di grande soddisfazione, ma soprattutto sono di stimolo a continuare nel nostro impegno.
Grazie a quanti ci sostengono in questo importante e impegnativo progetto.
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Il dott. Francesco Meduri durante la sua ultima missione a Nyahururu è stato profondamente colpito dall’impegno che le “Piccole figlie di S. Giuseppe”, profondono nell’aiutare i ragazzi di strada, orfani, vittime di abusi e crudeltà, ospiti del loro orfanatrofio.
Grazie a questo incontro con il nostro volontario, la nostra associazione non poteva restare insensibile al grido di aiuto.
E il ringraziamento che le suore ci hanno inviato per il nostro modesto aiuto, ci commuove per la sua semplicità e genuinità.
Siamo noi a dire GRAZIE a queste suore che profondono il loro impegno a soccorrere i ragazzi in difficoltà e cercare di dare loro una prospettiva di futuro.“…abbiamo già ricevuto i soldi e stiamo acquistando macchine da cucire da utilizzare presso il nostro istituto.. Noi insieme ai bambini della Baldo Children’s Home siamo molto felici e vi auguriamo la benedizione di Dio in tutto quello che fate.
Suor Hellen Apiyo (Baldo children’s home administrator)”
Tags: Baldo chidren's, Figlie di S. Giuseppe, kenya, Meduri
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